Concilia Qui è Organismo di Mediazione iscritto al N°439 del Registro degli Organismi di Mediazione del Ministero della Giustizia.

Con la mediazione civile e commerciale si profilano grandi opportunità dal punto di vista della riduzione dei tempi di soluzione delle liti: con questa opzione si punta a scongiurare le lungaggini bibliche che caratterizzano la giustizia ordinaria e ad alleggerire la macchina della giustizia (le cause civili sono circa 5 milioni). L’intento con la mediazione e’ quello di agevolare la risoluzione della controversia tra le parti e di guidarli verso un accordo reciprocamente vantaggioso.
Concilia Qui offre, con i suoi professionisti, un servizio professionale e personalizzato ed una consulenza preventiva gratuita per garantire tutto il supporto necessario per affrontare la mediazione con serenità e consapevolezza.

I Vantaggi della Mediazione

La Mediazione Civile e’ uno strumento di risoluzione delle controversie civili, uno strumento per certi versi rivoluzionario, in grado di rendere decisamente più rapidi i tempi della giustizia civile nonchè di incidere fortemente sullo smaltimento dell’enorme arretrato di cause civili, che attualmente ammonta a circa 5,5 milioni di procedimenti pendenti. Molto usato all’estero, ora arriva anche in Italia. Pubblicato giovedì 4 novembre, sulla Gazzetta Ufficiale n. 258/2010, il decreto ministeriale 18 ottobre 2010 n. 180, il provvedimento, firmato dal ministro della Giustizia Angelino Alfano.

I vantaggi della mediazione sono: la semplificazione del procedimento (per poter accedere alla mediazione e’ sufficiente una semplice domanda scritta, senza particolari formalità, che va depositata presso l’organismo di mediazione scelto), rapidità del procedimento (Il procedimento di mediazione non può avere una durata superiore a quattro mesi), diminuzione dei costi a carico delle parti (le tariffe della mediazione sono molto inferiori alle tariffe medie necessarie per sostenere una pratica giuridica tradizionale; sono inoltre previste agevolazioni fiscali per coloro che esperiscono il procedimento di mediazione), riservatezza (tutte le informazioni acquisite e le dichiarazioni rese durante il procedimento sono sottoposte ad obbligo di riservatezza).

Mediazione Obbligatoria

Il Legislatore con il D.Lgs 28/2010 e i successivi D.M.180/2010 e D.M. 145/2011 vuole la definizione di una controversia dinanzi ad un soggetto terzo,  imparziale e professionale che non e’ un giudice o arbitro, ma un mediatore che non applica necessariamente il diritto, ma cerca di far conciliare gli interessi delle parti contrapposte. L’intento con la mediazione e’ quello di agevolare la risoluzione della controversia tra le parti e di guidarli verso un accordo reciprocamente vantaggioso.

La Mediazione viene introdotta nel marzo 2011. La mediazione è obbligatoria  per tutte le materie indicate all’art.5 del Dlgs.28/2010:

  • Locazione
  • Comodato
  • Affitto aziendale
  • Divisione
  • Successione
  • Patti di famiglia
  • Diritti reali
  • Risarcimento del danno derivante da responsabilità medica
  • Risarcimento del danno derivante da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità
  • Contratti assicurativi
  • Contratti finanziari
  • Contratti bancari

Concilia Qui, organismo di mediazione offre con i suoi Professionisti un servizio professionale e personalizzato. Concilia Qui offre un servizio di consulenza preventiva gratuita per garantire tutto il supporto necessario per affrontare la Mediazione con serenità e consapevolezza.

La Procedura Conciliativa

La procedura conciliativa inizia con il deposito dell’istanza di mediazione presso l’organismo di conciliazione scelto da una parte o anche congiuntamente dalle parti.

La domanda deve contenere necessariamente l’indicazione delle parti, l’organismo adito, l’oggetto della pretesa e le relative ragioni. In caso di più domande, la mediazione si svolgerà davanti all’organismo presso cui e’ stata presentata e comunicata alla controparte la prima domanda.

Ricevuta l’istanza di conciliazione, l’organismo individua il mediatore ritenuto piu’ idoneo a risolvere la specifica controversia a meno che non siano le parti di comune accordo a scegliere il mediatore tra quelli accreditati presso l’organismo adito.

A tal punto, l’organismo fissa il primo incontro tra le parti, dinanzi al mediatore entro 15 giorni dal deposito della domanda. Le parti possono essere assistite o meno dai loro legali.

In caso di mancata partecipazione di una delle parti senza giustificato motivo al procedimento di mediazione, il giudice può desumerne argomenti di prova nel successivo giudizio.

Il mediatore accoglie le parti e gli eventuali avvocati, chiarendo il suo ruolo di terzo imparziale e neutrale nonchè le finalità e lo svolgimento del procedimento conciliativo. Ciascuna delle parti espone il fatto e le proprie richieste. Vi saranno sessione congiunte e sessioni separate dove vige l’’imparzialità e la riservatezza.

Come si conclude il procedimento?

In caso di accordo, il mediatore forma processo verbale a cui va allegato il testo dell’accordo. Il verbale deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore che certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti.

L’accordo sottoscritto e’ su istanza di parte omologato dal giudice del circondario dove ha sede l’organismo e acquista in tal modo efficacia esecutiva.

In caso di mancato accordo, il mediatore può formulare una proposta di conciliazione di propria iniziativa e/o su richiesta concorde di entrambe le parti. Tale proposta e’ comunicata per iscritto alle parti, le quali hanno 7 giorni di tempo per accettarla o rifiutarla.

Il silenzio delle parti vale come rifiuto della proposta.

A seguito di fallimento della conciliazione, il mediatore forma processo verbale con o senza l’indicazione della proposta a seconda se essa sia stata formulata o meno. Il verbale e’ sottoscritto dalle parti e dal mediatore.

Se nel successivo giudizio ordinario il giudice emette una sentenza che corrisponde interamente alla proposta conciliativa fatta dal mediatore, la parte vincitrice che ha rifiutato la proposta non potrà richiedere la ripetizione delle spese processuali e inoltre sara’ condannata al pagamento delle spese giudiziali della controparte e al versamento all’entrata del bilancio dello Stato di una somma di denaro d’importo corrispondente al contributo unificato dovuto.

Criteri di designazione mediatori

Concilia qui designa i suoi mediatori secondo questo criterio:

  • individuazione della specifica area di competenza professionale – laurea del mediatore;
  • specializzazione per materia e partecipazione a convegni, seminari;
  • numero di mediazioni concluse con esito positivo;
  • anzianità di collaborazione con l’organismo;

E’ facoltà del Responsabile dell’organismo nominare un co-mediatore nelle controversie di particolare importanza e/o complessità dell’affare.

I nostri Formatori

Obiettivo dell’Ente di formazione e’ di formare nuovi mediatori ma anche di specializzare ed aggiornare chi è già mediatore.

Concilia Qui molta importanza da alla preparazione dei mediatori, un bravo mediatore e’ soprattutto specializzato, quindi invita i gia’ mediatori a specializzarsi, seguire seminari, corsi, master diventando un professionista in determinate materie.

Concilia Qui  ha un ottimo team di  formatori ed altri in accreditamento, i nostri formatori sono importanti avvocati, professori universitari, tale scelta e’ stata fortemente voluta in modo da assicurare ai nostri corsisti un’ottima preparazione e massima soddisfazione.

Concilia Qui , prima Organismo di mediazione, poi, Ente di formazione, molta importanza da’ al mediatore e alla sua preparazione,in quanto in un contesto competitivo solo il mediatore preparato e specializzato andrà avanti e diventerà un punto di riferimento per il nostro ma anche per altri Organismi.

Siamo convinti che il mediatore e’ la nuova figura professionale che sarà sempre più ricercata, ma importante e prepararsi adeguatamente.

  • avv. Elena Andaloro, accreditata con silenzio assenso (teorico e pratico)
  • dott. Sara Bertorotta, (teorico)
  • dott. Susy Caroppoli, accreditata con silenzio assenso (teorico)
  • avv. Andrea Cimmino, (pratico)
  • avv. Girolamo Crociata, (teorico)
  • avv. Mauro Ferlito, (teorico e pratico)
  • dott. Maria Gambino, (teorico)
  • avv. Claudia Landi, (teorico e pratico)
  • avv. Raffaella Maria Pileri, (pratico)

Si precisa che solo i primi formatori hanno pdg, poi dalla circolare del 13 giugno 2011 vige il silenzio assenso.

Arbitrato

Camera Arbitrale

L’arbitrato (dal latino arbitratus, cioè giudizio) è un metodo alternativo di risoluzione delle controversie (cioè senza ricorso ad un procedimento giudiziario) per la soluzione di controversie civili e commerciali, svolta mediante l’affidamento di un apposito incarico a un soggetto terzo rispetto alla controversia, detto arbitro, o a più soggetti terzi che formano il cosiddetto collegio arbitrale (normalmente formato da tre arbitri, di cui due scelti da ciascuna delle parti e il terzo nominato da una persona al di sopra delle parti, quale, per esempio, il Presidente di un Tribunale), i quali producono una loro pronuncia, detta lodo arbitrale, che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata.

L’istituto dell’arbitrato è previsto dal Codice di Procedura Civile (libro IV, titolo VIII, artt. 806-840). È fatto divieto di ricorrere all’arbitrato per materie relative al diritto di famiglia e per quelle “che non possono formare oggetto di transazione”; in pratica, l’unico vero limite posto all’arbitrato è costituito dall’indisponibilità del diritto e quindi dalla mancanza di capacità negoziale sullo stesso.

La scelta di affidare la risoluzione della controversia ad un collegio arbitrale può essere fatta dalle parti direttamente alla redazione del contratto con l’inserimento di una apposita clausola compromissoria o, successivamente dopo l’insorgere della controversia, con la sottoscrizione di un apposito accordo, il compromesso arbitrale.